Come usare Google Alerts per controllare la reputazione online

Google Alerts è una semplice applicazione che permette di ricevere aggiornamenti in tempo reale riguardanti una o più chiavi di ricerca di Google.

In questo modo è possibile sapere se su un sito o un blog si sta parlando di un determinato argomento non appena Google lo indicizza tra i suoi risultati.

Google Alerts è quindi molto utile per scoprire cosa la rete stia dicendo di te o della tua azienda e se necessario reagire immediatamente nel caso di un problema con la tua reputazione online.

Come funziona Google Alerts

Per utilizzare il servizio al meglio bisogna avere un account Google. Potete usare anche il vostro indirizzo Gmail, ma se non ne avete ancora uno potete creare un account Google gratuitamente.

Ora vai sul sito www.google.com/alerts.

Sulla destra trovi un piccolo box che è il cuore di Google Alerts.  Qui  potrai selezionare tutte le opzioni riguardanti la chiave di ricerca che vuoi tenere sotto controllo attraverso Google Alerts.

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Per questo esempio ho deciso di monitorare la reputazione online di Lapo Elkann (non chiedemi perché, è la prima persona che mi è venuta in mente).

Ho inserito quindi il termine di ricerca “Lapo Elkann” nella casella Search terms. Per fare in modo che entrambe i termini vengano cercati insieme li ho inserite tra virgolette.

La seconda opzione Type permette di scegliere i contenuti che vuoi monitorare.

Se non hai esigenze specifiche di ricerca ti consiglio di lasciare selezionata la voce Comprehensive. In questo modo ti verranno inviati i risultati relativi a tutti i tipi di ricerca di Google. Altrimenti è anche possibile limitare l’analisi a Risultati di ricerca, Notizie, Blog, Video oppure Gruppi.

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Tramite la terza opzione How often è possibile decidere ogni quanto ti verranno comunicati i nuovi risultati presenti su Google. E’ possibile scegliere tra immediatamente (As it happens), una volta al giorno (Once a day) e una volta alla settimana (Once a week).

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Nell’ultima casella è possibile scegliere se desidederi essere avvisato tramite un messaggio al tuo indirizzo e-mail oppure preferisci utilizzare un feed rss dove ricevere le novità riguardanti la tua reputazione grazie a Google Alerts in tempo reale.

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Ed ecco come compare l’email che Google Alerts mi ha mandato riguardante la mia ricerca sulla reputazione di Lapo Elkann:

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Google Alerts, sebbene molto semplice, è utilissimo per ottenere uno sguardo generale della tua presenza sul web in maniera costante.

Inoltre è gratis, cosa sicuramente da non sottovalutare.

Cosa pensi di Google Alerts? Lo usi per monitorare la tua presenza e reputazione online? O conosci altri servizi (gratuiti o a pagamento) che ritieni migliori?

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I 10 domini da registrare per controllare la prima pagina di Google

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Ti ho già parlato dell’importanza di controllare i primi 10 risultati di Google relativi al nome della tua azienda o del prodotto che vendi per poter gestire al meglio la tua reputazione online.

Sicuramente il primo domino da registrare è quello del tuo sito ufficiale, se possibile con varie estensioni (.it, .com, .net, …) che eventualmente rimandino poi tutte al sito web principale.

Dopo aver fatto questo rimangono però ancora 9 posizioni nella prima pagina di Google che possono essere occupate da chiunque. Può essere infatti difficile riuscire a creare una quantità sufficiente di contenuti rilevanti che riescano ad entrare tra i primi posti dei motori di ricerca.

Per questo motivo è possibile sfruttare siti come Facebook, Twitter o Squidoo creando all’interno di essi una pagina personale per il tuo marchio o prodotto.

Grazie alla forza trainante all’interno dei motori di ricerca possono infatti posizionarsi facilmente per le parole chiave che vuoi controllare tra le prime posizioni di Google.

Ecco una lista di 10 domini che attraverso la registrazione ti possono aiutare a controllare le prime 10 posizioni di Google:

  1. www.nomeazienda.com
  2. facebook.com/nomeazienda
  3. linkedin.com/nomeazienda
  4. twitter.com/nomeazienda
  5. nomeazienda.wordpress.com oppure
  6. nomeazienda.blogspot.com
  7. squidoo.com/nomeazienda
  8. myspace.com/nomeazienda
  9. it.wikipedia.org/nomeazienda
  10. friendfeed.com/nomeazienda

Inoltre se hai dei contenuti video o immagini puoi sfruttare anche i seguenti domini:

  1. youtube.com/nomeazienda
  2. flickr.com/nomeazienda

Ovviamente la registrazione di questi domini è solo l’inizio. Ognuno di essi deve essere riempito con contenuti originali (può anche essere una semplice presentazione che rimandi al tuo sito web ufficiale) ed essere ottimizzato e promosso per le parole chiave che ci interessano attraverso tecniche di SEO.

Infine un aspetto da non sottovalutare è di registrare questi domini per togliere la possibilità ad altri di “rubarceli” e di creare nell’eventualità una campagna negativa oppure di crearci un altro brand che possa essere confuso con il nostro.

Quando si cerca di creare la propria reputazione online è sempre importante anche tenere presente come altri possano distruggere i nostri sforzi in pochissimo tempo, e prendere le debite contromisure prima che questo accada.

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Marketing 3.0 – evoluzione del processo di vendita sul web

reputazione-web-marketing-3.0-internetCome si è evoluto il processo di vendita dall’azienda al cliente negli ultimi anni?

Quali sono i nuovi fattori da tenere in considerazione, ora che la reputazione online è diventata un aspetto così importante per ogni ditta e prodotto?

Queste sono le domande che si è posto Roberto Ciri in un articolo di pochi giorni fa che, partendo da alcune considerazioni sui vantaggi dell’uso del sito 123people – un aggregatore di informazioni pubblicate nel web relative a persone – ha effettuato un’analisi dell’evoluzione del marketing e del ruolo che ha oggi la reputazione online nel processo di vendita.

Nel passato il processo di vendita sul web si svolgeva attraverso una mentalità di marketing 1.0 legata molto di più alla vendita “offline” che alle potenzialità di internet e dipendeva da pochi semplici fattori:

  • pubblicità su web
  • messaggio trasmesso
  • vendita

Nel tempo si sono aggiunti altri fattori, legati al maggiore utilizzo di internet, alla nascita dei blog e di siti di recensione dei prodotti e alla maggiore presenza delle aziende sul web che hanno portato a parlare di marketing 2.0:

  • pubblicità sul web
  • messaggio trasmesso
  • ricerca informazioni su motori/siti recensioni e opinione
  • dialogo azienda/utente
  • servizio di qualità
  • vendita

Negli ultimi anni la presenza di un’azienda in internet con il proprio sito web è diventata una normalità, e anche i consumatori sono soliti ricercare informazioni sul web prima di acquistare un prodotto.

Inoltre attraverso i social network, i blog specializzati e i siti di scambi di opinione le recensioni e il feedback da parte degli utenti diventano fattori fondamentali del processo di vendita nell’era del marketing 3.0:

  • pubblicità su web + reputazione web
  • messaggio trasmesso
  • ricerca informazioni su motori/siti recensioni/opinione/social network
  • servizio di qualità
  • vendita
  • feedback, ma solo nel web e non all’azienda!

La reputazione web iniziale dell’azienda, la presenza sui social network e il feedback finale da parte degli utenti sul web sono i nuovi fattori da tenere in considerazione nel marketing 3.0.

Come si vede questi tre elementi sono circolari, infatti la reputazione di un’azienda influenzerà le discussioni sui social network, e il feedback influenzerà poi la reputazione generale dell’azienda.

Il processo di vendita di un prodotto attraverso il web si evolve e la reputazione online è un aspetto che in futuro non può più essere trascurato nella progettazione e gestione di una campagna di marketing.

Fonte: 123people e web reputation

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Dammi i primi 10 risultati di Google e ti dirò chi sei

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Sicuramente avrai già provato almeno una volta a cercare il tuo nome o quello della tua azienda in Google e a guardare quali risultati compaiono nella prima pagina.

Se non lo hai ancora fatto questo è il momento giusto. Vai su www.google.it , inserisci il tuo nome, quello della tua azienda o del prodotto che vendi, premi il tasto “Cerca con Google” e scorrendo i risultati poniti le seguenti domande:

  • Compare il tuo sito web ufficiale?
  • Quali altri siti propongo il tuo prodotto o riportano il tuo nome?
  • Come mai il tuo nome o quella della tua azienda si trovano su questi siti?

Queste sono alcune delle domande che ci si deve porre quando si inizia a monitorare la propria reputazione online.

Google è la prima fonte di reputazione online

Google è il più utilizzato fra i motori di ricerca. Per questo motivo è importante partire da esso per iniziare l’analisi della propria reputazione online.

Nell’analisi dei risultati di Google è sufficiente concentrarsi sulla prima pagina, ovvero sui primi 10 risultati del motore di ricerca.

E’ stato infatti confermato da varie ricerche che un utente del motore di ricerca premerà nel 79% dei casi su uno dei primi 3 risultati della prima pagina e nell’88% dei casi su un link tra i primi 5 risultati.

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In base a questi dati si capisce che non basta avere il proprio sito web ufficiale posizionato in prima pagina per proteggere la propria reputazione online.

Bisogna invece avere un quadro più generale della situazione e riuscire a controllare (o influenzare) in maniera diretta o indiretta tutti i primi 10 risultati di Google.

Quali siti sulla prima pagina su Google?

Dopo aver preso atto della situazione attuale nei motori di ricerca bisogna quindi domandarsi quali siano i risultati che vogliamo che compaiano nella prima pagina di google.

Il proprio sito web ufficiale, che sia personale o dell’azienda, dovrebbe assolutamente comparire nelle prime 3 posizioni. Questo sia per influenzare la ricerca degli utenti ma anche per un semplice fatto di “corporate identity” e per dare un’immagine ufficiale alla propria azienda nel web.

Allo stesso modo dovrebbero essere posizionati anche il blog aziendale o personale e le pagine ufficiali presenti sui maggiori portali e social network, come Facebook, LinkedIn o Xing.

Se si è un’azienda può essere inoltre utile cercare di posizionarsi sulla pagina di Google attraverso portali di vendita che dispongano dei tuoi prodotti, oppure per una persona attraverso articoli in qualche blog importante o rivista online.

In questo modo è possibile attraverso la presenza su siti importanti, la creazione di contenuti di alto livello e l’ottimizzazione attraverso tecniche SEO a posizionarsi tra i primi risultati di Google e tenere così il controllo della propria reputazione nei risultati di ricerca.

Non dimenticare le combinazioni di ricerca in Google

Quando si analizza la propria reputazione online non bisogna credere che chi cerca inserisca solamente il tuo nome o quello della tua azienda.

Molto spesso queste cercano il tuo nome abbinandolo ad altri termini di ricerca, come il nome della tua professione oppure per un prodotto con “recensione” o “opinione”.

Inserendo queste combinazioni i risultati saranno sicuramente molto differenti rispetto alla ricerca del semplice nome.

Anche in base a queste combinazioni sarà quindi necessario effettuare un’analisi dei risultati e della reputazione che attraverso questi siti web viene trasmessa al tuo nome o a quello della tua azienda.

Google è anche immagini, video, blogs, notizie, …

Quando si analizza la propria reputazione sulla base dei risultai dei motori di ricerca non bisogna dimenticare che Google – come anche gli altri motori di ricerca – non fornisce solamente risultati di siti web.

Attraverso Google è infatti possibile trovare riferimenti a immagini, video, blogs e molto altro ancora semplicemente attraverso i comandi posti in cima ai risultati di ricerca.

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Anche questi risultati – come abbiamo visto nel metodo di analisi del Net Promoter Score – devono sempre venir presi in considerazion, infatti una tua foto di quando hai alzato un po’ troppo il gomito a capodanno tra i primi risultati delle immagini di Google non fa sicuramente piacere a nessuno.

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Come misurare la reputazione online di un’azienda col Net Promoter Score

reputazione-online-google-facebook-twitterL’azienda di pubbliche relazioni Kaizo ha pubblicato la settimana scorsa il quinto rapporto sull’analisi della reputazione online dei maggiori marchi mondiali.

Il rapporto viene redatto ogni sei mesi per analizzare i cambiamenti di reputazione su internet riguardanti alcune delle maggiori marche delle categorie alimentari, software, compagnie aeree e telefonia mobile.

La ricerca, condotta a luglio 2009 per un periodo di 2 settimane, utilizza una metodologia per l’analisi della reputazione online che può sembrare abbastanza basilare e semplice, ma che proprio grazie a queste caratteristiche ritengo si avvicini molto a come gli utenti reali possano percepire la reputazione online di un’azienda.

Per questo motivo mentre vi lascio leggere i risultati della ricerca sul rapporto ufficiale vorrei analizzare qui la metodologia attraverso la quale è stata calcolata la reputazione online delle varie aziende.

Net Promoter Score per l’analisi della reputazione online

Basandosi sul Net Promoter Score sono stati sommate sia le raccomandazioni positive che quelle negative ritrovate durante il periodo di analisi di due settimane su Google, Facebook e Twitter, e in base ad esse è stato creato un punteggio di reputazione per ogni azienda.

Per prima cosa sono stati selezionati su Google i primi 10 risultati delle sezioni “Web”, “News”, “Gruppi” e “Blog” che esprimevano un opinione relativa al marchio analizzato, con l’esclusione delle pagine ufficiali dell’azienda.

Ad ogni pagina trovata è stato assegnato un punteggio positivo, neutrale o negativo in base al contenuto della stessa. L’indice è stato poi creato sottraendo il numero delle valutazioni negative a quello delle positive.

Su Facebook è stato ricercato il nome di ogni marchio analizzato e in seguito sono stati presi in esame i primi 10 gruppi (indipendenti dall’azienda) che esprimevano un’opinione sul marchio allo stesso modo dei risultati di Google.

Per quanto riguarda Twitter sono stati analizzati i primi 20 risultati riportanti il marchio in esame e ordinati con la stessa metodologia di Google e Facebook.

In base alla media tra i tre indici creati attraverso Google, Facebook e Twitter è stato quindi creato un punteggio relativo alla reputazione online dell’azienda. Più alto il punteggio che risultatavi dalla somma delle pagine positive, neutrali e negative sui siti web presi in analisi, e maggiore risulta la reputazione online del marchio o dell’azienda in base a questa analisi.

Pro e contra del Net Promoter Score per la valutazione della reputazione online

net-promoter-reputazione-internet-digitaleIl Net Promoter Score come applicato in questa ricerca sulla reputazione online presenta aspetti sia positivi che negativi che si rispecchiano l’uno con l’altro. Andiamo ad analizzarli brevemente in dettaglio:

Vantaggi:

-         Semplicità – solamente i tre maggiori siti web di ricerca (Google, Facebook e Twitter) vengono analizzati. Inoltre la ricerca si concentra solamente sul termine generico del prodotto o azienda senza effettuare una analisi semantica delle ricerche.

-         Rapidità – poiché molto semplice l’analisi può essere fatta molto rapidamente (anche da una persona sola) e senza necessità di conoscenze tecniche approfondite

-         Immediatezza – poiché l’analisi si basa solamente su giudizi positivi, neutri o negativi che vengono semplicemente sommati, i risultati relativi alla reputazione online sono immediati e non necessitano di ulteriori analisi.

Problemi:

-         Generica – la reputazione di un’azienda non si trova solamente su Google, Facebook o Twitter, ma anche in moltissimi altri forum, blog o siti web che possono avere molto più peso poiché mirati ad un pubblico preciso.

-         Bloccata – l’analisi dei risultati del Net Promoter Score crea solamente un’istantanea della situazione in rete al momento dell’analisi, ma sappiamo che nel web ogni giorno ci sono dei cambiamenti, sia nelle SERP di Google che in Facebook e sicuramente in Twitter. Per essere efficiente l’analisi dovrebbe quindi essere ripetuta in maniera costante nel tempo.

-         Superficiale – la sola attribuzione di un risultato positivo, neutro o negativo per le pagine analizzate è molto superficiale e non prende in considerazione molti altri fattori relativi sia al sito web (contesto generale, tono, etc.) sia al pubblico che effettua la ricerca (cosa leggono, perché cercano, etc.) che insieme influenzano la reputazione online di una persona o azienda.

In conclusione il Net Promoter Score è un metodo di analisi sicuramente utile per ottenere un primo quadro generale della reputazione online di un’azienda o di una persona in breve tempo e con un risultato evidente ed immediato.

In base ai risultati è possibile capire la situazione nel momento in cui si inizia a lavorare sulla reputazione online per vedere se già in partenza ci sono errori generici e quali misure sono da adottare.

Per sviluppare una strategia di analisi e controllo della reputazione online di medio o lungo raggio è però sicuramente necessaria un’analisi molto più approfondita, sia per quanto riguarda la parte semantica, che nella scelta e nella quantità dei siti web e infine anche nell’arco temporale che deve essere preso in considerazione.

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Come perdere il lavoro con un commento su Facebook

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Facebook è sicuramente un metodo rapido e veloce per dire a tutti i propri amici cosa stai facendo,  come ti sente o cosa ti è capitato durante la giornata.

Ma come vedi dall’immagine qui sopra, bisogna sempre stare attenti a chi sono i propri “amici”, perchè le conseguenze possono essere non delle migliori: perdita del lavoro, amicizie rovinate o situazioni imbarazzanti.

Quinidi la prossima volta che su Facebook leggi la scritta “A cosa stai pensando?”, pensa prima due volte a quello che vuoi scrivere – e anche a come lo scrivi, potrebbe essere interpretato in modo diverso da come la vedi tu – e probabilmente non incapperai in problemi come quello che ti ho appena presentato.

Qui anche  la traduzione di questo (divertente) imprevisto su Facebook:

“O mio dio! Odio il mio lavoro! Il mio capo è un totale pervertito testa di ca##o che mi fa sempre fare fare cose di mer#a solo per farmi inca##are! Testa di ca##o!”

“Ciao ### credo tu abbia dimenticato che mi avevi aggiunto qui? Prima di tutto non esagerare. Seconda cosa, lavori qui da 5 mesi e non hai ancora capito che sono gay? Lo so che non giro per l’ufficio come una regina, ma non è veramente un segreto. Terzo, quella “cosa di mer#a” si chiama “il tuo lavoro”, lo sai, quello per cui ti pago. Ma il fatto che riesci a combinare un casino anche nella cosa più semplice che devi fare può probabilmente contribuire a come ti senti. A ultima cosa, credo tu abbia dimenticato che mancano ancora 2 settimane dei 6 mesi di prova. Quindi non preoccuparti a venire domani in ufficio. Metterò il tuo P45 nella posta, e puoi venire quando vuoi a prendere le cose che hai lasciato qui. A si, sono serio”.

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10 strategie che possono salvare la tua reputazione online

strategie-salvare-reputazione-internetIn un articolo su Mashable Andy Beal, coautore di Radically Transparent: Monitoring and Managing Reputations Online
ha descritto in 10 punti la sua visione su come creare, monitorare e gestire la propria reputazione online.

Queste strategie che possono salvare la tua reputazione online sono 10 interessanti punti su cui sarà possibile discutere e approfondire a lungo.

1. Conosci i tuoi talloni d’achille

    Conosci le tue debolezze? Seriamente!  Non intendo dire le sciocchezze del tipo „ci mettiamo troppo impegno nel fare contenti i nostri clienti“. Quello che voglio dire è se conosci i difetti dei tuoi prodotti, le aree in cui il tuo servizio non va bene, o il membro della direzione che più facilmente combinerà qualche casino?

    Se la Kryptonite (azienda di lucchetti NdT) avesse saputo che le loro serrature potevano venire aperte con una penna Bic probabilmente avrebbe reagito molto più in fretta al fenomeno che si è diffuso sulla rete come un virus. E’ possibile che tu non sia in grado di correggere i problemi della tua azienda, ma se sarai onesto riguardo ad essi fin da subito, ti puoi preparare fin da ora nel caso questi diventassero tema per un attacco alla tua reputazione.

    2. Prendi in considerazione il fatto che qualunque cosa possa finire sulla rete

      Dovresti prendere in considerazione il fatto che ogni conversazione telefonica verrà registrata, ogni promemoria aziendale verrà rubato e che ogni conversazione effettuata in corridoio verrà condivisa con un blogger. Non importa quale sia la tua politica aziendale né quante volte tu dica ad un giornalista qualcosa in maniera ufficiosa: le uniche cose che dovresti dichiarare sono quelle che vorresti vedere sulla prima pagina del Wall Street Journal.

      Questa è l’essenza di essere radicalmente trasparenti: quello che dichiari a porte chiuse dovrebbe essere lo stesso che dichiari ai tuoi dipendenti, clienti e investitori.

      3. Crea una perfetta impressione online: presentati per colpire!

        Sai sicuramente che un abito perfetto ti può aiutare per fare una buona impressione sul tuo capo o per conquistare un nuovo cliente, ma cosa pensi del modo in cui si presenta il tuo sito web? Ho visto tantissime aziende che hanno una cattiva reputazione perché abusano della loro risorsa di reputazione più grande: il contenuto del loro sito web.

        Potenziali clienti, futuri collaboratori, investitori e giornalisti sono solamente una piccola parte di tutti coloro che andranno a visitare il tuo sito web per determinare la reputazione della tua azienda. Assicurati che trovino tutte le informazioni di cui possano avere bisogno e aggiungici tutte quelle cose che normalmente andrebbero a cercare da qualche altra parte. Segnala i collegamenti a recensioni dei tuoi prodotti, riporta gli elogi ricevuti dai blogger, carica i tuoi video e podcast, e assicurati che tutti i contenuti siano abilitati per gli RSS e possano essere condivisi nei social media.

        4. Scegli accuratamente come gestire il tuo blog

          Se vuoi veramente avere in mano la reputazione online della tua azienda, dovresti considerare assolutamente di prendere parte alla blogosfera – una decisione per la gestione della tua reputazione su cui non ci si dovrebbe perdere troppo tempo. Un blog ti permetterà di avere una conversazione diretta con i tuoi clienti e ricevere commenti e opinioni preziosi. Quello che non è proprio facile da trovare è il tipo di blog che faccia al caso tuo per aiutare la tua azienda.

          A meno che il tuo direttore generale abbia il carisma e la leadership di Jason Calacanis o di Jonathan Schwartz, lasciargli mano libera con WordPress potrebbe fare più male che bene. Prendi invece in considerazione l’idea di creare un team che gestisca il tuo blog (come il „Nuts About Southwest“ della Southwest Airlains“), che in questo modo non sarà concentrato solamente su un solo individuo ma piuttosto su coloro riguardo ai quali i tuoi clienti vogliono sapere: i tuoi collaboratori.

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          5. Prendi parte ai social network giusti

            Solamente perchè MySpace e Facebook sono i social network più popolari della rete, questo non significa che siano il luogo dove si trovano i tuoi clienti e dipendenti. Sebbene i social network siano ottimi per creare lealtà nel tuo marchio, è necessario diventare più selettivi riguardo a dove vuoi posizionare il tuo negozio. Se l’età media dei tuoi clienti è oltre i 50 anni, è molto improbabile che li troverai a „lanciare pecore“ o „mordere zombie“ su Facebook.

            Trova i „centri di influenza“ per la tua reputazione – i social networks dove troverai più probabilmente conversazioni riguardanti la tua azienda – e crea un tuo profilo all’interno del social network. Se ritieni che i social network debbano giocare un ruolo centrale nella tua azienda prendi in considerazione di crearne uno tuo personale. Aziende come Ning.com permettono ad aziende di creare il proprio social network.

            6. Invia ai blogger lettere d’amore, non comunicati altezzosi

              Lo sai perchè il famigerato articolo „Dell hell“ sul blog di Jeff Jarvis ha iniziato una tempesta per la reputazione della Dell? Un elemento è stata la mancanza di dialogo della Dell con Jarvis e altri blogger. Lezione imparata. Se guardi alla Dell adesso, vedrai che sono in contatto con blogger influenti, scrivono commenti nei loro articoli e li trattano con rispetto. Adesso se un prodotto della Dell non raggiunge le aspettative, la ricaduta è meno violento e i blogger tendono a parlare prima di tutto con l’azienda prima di pubblicare un articolo che ne distrugga la reputazione. Come paragoni questo sistema con l’invio di comunicati via e-mail in massa?

              7. Crea la tua reputazione su Google adesso, non in seguito

                Google non è solamente un motore di ricerca, ma un motore di reputazione. Ogni volta che un possibile cliente cerca informazioni sui tuoi prodotto, o un giornalista effettua una ricerca sulla tua azienda, oppure un investitore ricerca dettagli sulla tua storia, sarà Google la loro prima fonte di informazioni. Ho già visto troppe aziende che hanno distrutto la propria reputazione per poi provare a ripulire il casino combinato cercando di spingere verso il basso i risultati presenti nelle SERP di Google.

                Creare nuovi contenuti che riescano a posizionarsi nella prima pagina di Google per il tuo marchio può durare varie settimane, a volte anche mesi . Non aspettare di essere già in ginocchio per colpa di una crisi di reputazione per decidere di creare contenuti positivi da mandare a Google. Fallo adesso – mentre la tua reputazione non è ancora sotto il fuoco incrociato – e probabilmente riuscirà a mantenere a distanza i risultati di ricerca negativi.

                8. Controlla la tua reputazione online tanto quanto la tua e-mail

                  Internet ha dato il potere a qualunque individuo di condividere anche la più piccola lamentela online. Infatti su siti come ePinions, RipOff Report e the Consumerist, i tuoi clienti sono addirittura incoraggiati a lamentarsi.

                  Quando una batteria di un portatile prese fuoco al LAX (Aeroporto di Los Angeles NdT), Lenovo seppe in appena un’ora che sulla rete stava circolando la voce che il portatile era un Thinkpad. Grazie ai loro sforzi nel monitoraggio della reputazione, l’azienda riuscì a reagire immediatamente e a prevenire una crisi di reputazione. Lenovo riuscì a individuare velocemente che la batteria non era stata prodotta da loro e a diffondere la notizia prima che i consumatori iniziassero a pensare male del modello Thinkpad.

                  Ci sono moltissimi servizi di monitoraggio della reputazione online tra cui è possibile scegliere, ma anche usare solamente Google Alerts è meglio che niente.

                  9. Le ostriche non sono il modello da seguire

                    Se ti trovi di fronte ad un gruppo di blogger arrabbiati con lo scopo di mostrare a tutto il mondo i problemi della tua azienda, nascondere la testa sotto terra non li farà scomparire. Potresti convincere te stesso che i problemi scompariranno da soli e magari pensare quali problemi potrebbe fare in realtà un blogger? Con tutta probabilità la tua testardaggine ti lascerà un giorno o due prima che tutti i problemi della tua azienda vadano a finire nella casella di posta di un giornalista del New York Times. Fine dei giochi.

                    Invece nel momento in cui ti rendi conto che un attacco alla tua reputazione è in atto dovresti metterti subito al lavoro. A volte può bastare un tuo commento nella sezione dei commenti del blog che ti ha attaccato oppure può essere necessario che tu crei un tuo articolo sul tuo blog o un video, nel quale annunci quali misure stai prendendo per risolvere il problema. Il punto è rispondere velocemente, capire la situazione, chiedere scusa se necessario e impedire che diventi la notizia principale del notiziario della sera.

                    10. Tre parole da ricordare

                    Ho scritto migliaia di parole sul come creare una eccellente reputazione online, ma sono riuscito a riassumere tutto questo in solo tre parole che dovresti ricordare: sincerità, trasparenza e coerenza.

                    Sincerità significa il volere ascoltare i propri clienti e il desiderio di fornire una esperienza veramente positiva attraverso la tua azienda. Trasparenza include l’abbattimento dei muri della retorica aziendale e della manipolazione dei comunicati – tante più cose condividi con i tuoi clienti e tanto più facilmente guadagnerai la loro fiducia. Coerenza è una parte fondamentale per ogni strategia di gestione della reputazione. I tuoi clienti possono anche dimenticare un errore isolato, ma se non sei capace di rinnovare e mantenere costantemente quello che il tuo marchio promette, troveranno una azienda che ci riesce.

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