
Sicuramente avrai già provato almeno una volta a cercare il tuo nome o quello della tua azienda in Google e a guardare quali risultati compaiono nella prima pagina.
Se non lo hai ancora fatto questo è il momento giusto. Vai su www.google.it , inserisci il tuo nome, quello della tua azienda o del prodotto che vendi, premi il tasto “Cerca con Google” e scorrendo i risultati poniti le seguenti domande:
- Compare il tuo sito web ufficiale?
- Quali altri siti propongo il tuo prodotto o riportano il tuo nome?
- Come mai il tuo nome o quella della tua azienda si trovano su questi siti?
Queste sono alcune delle domande che ci si deve porre quando si inizia a monitorare la propria reputazione online.
Google è la prima fonte di reputazione online
Google è il più utilizzato fra i motori di ricerca. Per questo motivo è importante partire da esso per iniziare l’analisi della propria reputazione online.
Nell’analisi dei risultati di Google è sufficiente concentrarsi sulla prima pagina, ovvero sui primi 10 risultati del motore di ricerca.
E’ stato infatti confermato da varie ricerche che un utente del motore di ricerca premerà nel 79% dei casi su uno dei primi 3 risultati della prima pagina e nell’88% dei casi su un link tra i primi 5 risultati.

In base a questi dati si capisce che non basta avere il proprio sito web ufficiale posizionato in prima pagina per proteggere la propria reputazione online.
Bisogna invece avere un quadro più generale della situazione e riuscire a controllare (o influenzare) in maniera diretta o indiretta tutti i primi 10 risultati di Google.
Quali siti sulla prima pagina su Google?
Dopo aver preso atto della situazione attuale nei motori di ricerca bisogna quindi domandarsi quali siano i risultati che vogliamo che compaiano nella prima pagina di google.
Il proprio sito web ufficiale, che sia personale o dell’azienda, dovrebbe assolutamente comparire nelle prime 3 posizioni. Questo sia per influenzare la ricerca degli utenti ma anche per un semplice fatto di “corporate identity” e per dare un’immagine ufficiale alla propria azienda nel web.
Allo stesso modo dovrebbero essere posizionati anche il blog aziendale o personale e le pagine ufficiali presenti sui maggiori portali e social network, come Facebook, LinkedIn o Xing.
Se si è un’azienda può essere inoltre utile cercare di posizionarsi sulla pagina di Google attraverso portali di vendita che dispongano dei tuoi prodotti, oppure per una persona attraverso articoli in qualche blog importante o rivista online.
In questo modo è possibile attraverso la presenza su siti importanti, la creazione di contenuti di alto livello e l’ottimizzazione attraverso tecniche SEO a posizionarsi tra i primi risultati di Google e tenere così il controllo della propria reputazione nei risultati di ricerca.
Non dimenticare le combinazioni di ricerca in Google
Quando si analizza la propria reputazione online non bisogna credere che chi cerca inserisca solamente il tuo nome o quello della tua azienda.
Molto spesso queste cercano il tuo nome abbinandolo ad altri termini di ricerca, come il nome della tua professione oppure per un prodotto con “recensione” o “opinione”.
Inserendo queste combinazioni i risultati saranno sicuramente molto differenti rispetto alla ricerca del semplice nome.
Anche in base a queste combinazioni sarà quindi necessario effettuare un’analisi dei risultati e della reputazione che attraverso questi siti web viene trasmessa al tuo nome o a quello della tua azienda.
Google è anche immagini, video, blogs, notizie, …
Quando si analizza la propria reputazione sulla base dei risultai dei motori di ricerca non bisogna dimenticare che Google – come anche gli altri motori di ricerca – non fornisce solamente risultati di siti web.
Attraverso Google è infatti possibile trovare riferimenti a immagini, video, blogs e molto altro ancora semplicemente attraverso i comandi posti in cima ai risultati di ricerca.

Anche questi risultati – come abbiamo visto nel metodo di analisi del Net Promoter Score – devono sempre venir presi in considerazion, infatti una tua foto di quando hai alzato un po’ troppo il gomito a capodanno tra i primi risultati delle immagini di Google non fa sicuramente piacere a nessuno.
